LA VITA DELL’UOMO NEL LIBRO DELL’ECCLESIASTE
BREVE COMMENTO/Le prime parole dell’Ecclesiaste (Qohélet in ebraico) “Vanità delle vanità, tutto è vanità” ne riassumono il messaggio. Salomone, il grande e potente re d’Israele, savio, straricco e famoso, alla fine della sua vita, dopo avere avuto tutto quello che un uomo può desiderare, ricchezze, potere e piaceri, confessa la sua delusione con accenti realistici e toccanti. Ricchezze, potere e piaceri, le cose costantemente inseguite dall’uomo, l’hanno allontanato da Dio. Verso la fine della sua vita il re fa in tempo a riprendere la strada. Salomone, grande scrittore, scienziato e musicista, autore – tra l’altro – dei libri biblici dei Proverbi e del Cantico dei Cantici, chiude l’Ecclesiaste con queste sagge parole (Eccl. 12:15,16): “Ascoltiamo dunque la conclusione di tutto il discorso: temi Dio e osserva i suoi comandamenti perché questo è il tutto per l’uomo. Dio, infatti, farà venire in giudizio ogni opera, tutto ciò che è occulto, sia bene, sia male”. Alla traccia 15) il pastore legge i dodici capitoli dell’Ecclesiaste.
