La domanda di fondo è questa: su che cosa si basava la dieta di Giovanni Battista? Le locuste di Matteo 3:4 sono cavallette, gemme di piante o carrube?

Essendo le risposte date da altri commentatori assai discordanti tra di loro, ho cercato solo di fare un po’ di luce su un tema che non si esaurisce con le mie poche riflessioni che ho apportato.

Giovanni Battista fu il precursore di Cristo ed è una figura molto studiata nel messaggio del cristianesimo. Non era un eremita che viveva in luoghi lontani per praticare la contemplazione monacale, la solitudine e la penitenza. Di lui viene detto da Ellen G. White (1827-1915) nel libro La speranza dell’uomo, al capitolo 10: “La vita di Giovanni non trascorreva nell’ozio, nella tristezza ascetica o nell’isolamento egoistico. Periodicamente egli partecipava alla vita comunitaria e osservava con molta attenzione quello che accadeva nel mondo. Dal suo quiete ritiro seguiva il susseguirsi degli eventi. Illuminato dallo Spirito, studiava il carattere degli uomini per imparare a raggiungere il loro cuore con il messaggio divino”.

Non è irrilevante, nel proposito di questo breve studio, fare notare che Giovanni fu il grande predicatore del ravvedimento e che una dieta a base di carrube e miele selvatico sarebbe stata certamente appropriata alla luce del concetto allora in voga di ciò che un predicatore di giustizia avrebbe dovuto mangiare. Si ipotizza che la dieta austera di Giovanni Battista potrebbe, come il suo abbigliamento rozzo, essere stata pensata per caratterizzarlo nell’immaginario collettivo come “un tipo” dei profeti dell’antichità. La Scrittura narra che Giovanni Battista venne davanti a Cristo «… con lo Spirito e la potenza di Elia» (Luca 1:17).
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