Lo scopo di questa mia indagine è volto a dirigere la nostra attenzione verso un noto passaggio biblico la cui voce nella Bibbia cattolica è stata alterata, distorta con intenzione. Traspare l’interesse di trasmettere al lettore un concetto falsato, con il quale siamo in totale disaccordo. Quale concetto? Che l’apostolo Pietro abbia sentenziato un divieto generale messo in relazione al messaggio della sacra Scrittura. Il torbido passaggio è questa infelice espressione: «nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione».
Siamo convinti di credere che il discorso (in corsivo) di Pietro non sia stata una traduzione collegiale fidata, ma un depistaggio della Chiesa cattolica per incamerare un certo consenso sulla propria autorità gerarchica. Perché ciò sia potuto avvenire, si scoprirà nel corso della nostra piccola ricerca. Il testo biblico di cui parleremo è 2 Pietro 1:20,21, CEI 2008 (Conferenza Episcopale Italiana). Il file è condivisibile.