Il vero carattere di Dio

Nell’introduzione allo studio di questa parabola del Ricco e Lazzaro ritengo che sia corretto pronunciarmi innanzitutto sul vero carattere di Dio che è imprescindibile da quello che cercherò di spiegare. A mio parere questo è il primo passo da fare per non sconfinare in speculazioni di poco valore. La Bibbia afferma che Dio è un Essere d’Amore. Egli ama tutte le sue creature e desidera che esse siano felici. “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca,  ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16). NR 2006. Perdere di vista o trascurare questa bellissima affermazione biblica, significa camminare sulle sabbie mobili e quindi sprofondare sempre più giù, senza una vera speranza.

Gettiamo da parte il pensiero che Dio possa essere un tiranno e vogliamo porre subito la domanda che brucia: com’è possibile che così tante persone, sia laici appassionati nello studio della Bibbia, come altrettanto dotti religiosi non sono all’altezza di darci delle spiegazioni equilibrate, oppure fornire dei commenti chiari come la luce del sole da meritare di essere creduti e quindi accettati? Molti dei loro ragionamenti sono privi di autorità e di contenuti, a volte sono addirittura scivolati su un altro piano interpretativo fuori dal loro contesto. Le risposte sono a mio avviso due. Primo: essi non possiedono le prove scritturali bibliche necessarie per provare l’esistenza dell’inferno e del purgatorio. Secondo: il loro problema sta nel fatto che loro hanno omesso di considerare per prima cosa la realtà di Dio, il suo vero carattere di amore, la sua giustizia, la sua potenza.

La natura del peccato e il vero carattere di Dio, la sua natura, sono da sempre la vera posta in gioco nel grande conflitto tra il bene e il male. Quando si sente parlare dell’inferno, del paradiso, di “Padre Abramo” che parla da lontano, della lingua, del dito, del fuoco che tormenta il ricco, dobbiamo renderci conto che non corrispondono alla realtà delle cose che vengono raccontate. La parabola del Ricco e Lazzaro è costruita essenzialmente attraverso la presenza di svariate accentuazioni, esagerazioni, fortissimi contrasti, noti come espressioni iperboliche, figure retoriche. Per una sana e corretta esegesi è pericoloso, anzi è assolutamente vietato costruire una qualsiasi dottrina o un dogma sulla base di una parabola. Molte delle dottrine che sono insegnate da lungo tempo, non solo nell’ambito della chiesa cattolica, ma anche altrove, sono il frutto di un falso concetto che si è fatto attorno al Creatore e la sua giustizia divina. Tanti imbrogli, false credenze, sofismi di ogni genere hanno proprio lì le loro origini. Su come Dio tratterebbe l’uomo peccatore che non si sia pentito, molte chiese hanno operato il controllo delle coscienze per secoli. Grandi danni e guasti irreparabili sono stati operati nel tempo dalle guide spirituali della Chiesa di Roma e dai loro capi religiosi. Neppure le conseguenze derivate dal suo incessante monopolio sulle coscienze di “grandi e piccoli” sono quantificabili. Ora è arrivato il tempo di aggiustare e correggere le cose. A Dio solo deve essere reso il giusto onore e rispetto che gli si devono dare!

Fine dell’introduzione.

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Il Ricco e Lazzaro (Parabola)
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PDF – Versione in tedesco
                          Parabel vom Reichen u. dem armen Lazarus
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©Pierluigi Luisetti