Riflessione di P. Luisetti.

Negli annali della storia umana può sembrare che la formazione delle nazioni, l’ascesa e la caduta degli imperi, siano il frutto della volontà e del valore dell’uomo; l’evolversi degli eventi sembra dipendere prevalentemente dal potere, dall’ambizione o dal capriccio umani. Ma la Parola di Dio ci rivela che al di là, dietro e tramite il gioco degli interessi, del potere e delle passioni umane, c’è l’azione di colui che, nella sua misericordia, realizza silenziosamente e con pazienza i suoi obiettivi. Ellen White, Profeti e re, Edizione AdV, Firenze, 2000, pag. 251.

Nella nostra società italiana esiste una variegata normativa a tutela del cittadino che possiede la facoltà di esercitare il diritto di recesso, di ripensamento. Come minimo, entro i sette giorni dal momento in cui egli abbia fatto un acquisto di qualche bene di consumo, può sciogliere i vincoli ai quali aveva aderito, senza dover fornire la ragione del suo recesso.

Tutt’altra cosa sono i decreti di Dio. Le sue decisioni sono sovrane e offrono piene garanzie di fiducia. Come dice bene il paragrafo di Ellen White sopra, esse non dipendono dai capricci e dalle passioni umane perché la natura e il carattere di Dio sono di un Essere che nella sua maestà non si comporta con lo stesso criterio delle relazioni umane, anche le più intime. Ecco la breve dimostrazione che gli esseri umani sono mutevoli e reagiscono secondo i loro interessi del momento:

1/Può accadere che la promessa d’amore – per sempre – pronunciata tra una giovane coppia di fidanzati non sfocia nel matrimonio prospettato, perché uno dei due soggetti “rompe la relazione”, cioè si ritira senza dare nessuna spiegazione ragionevole al partner che insiste nel sapere perché. La parte abbandonata avrà sentimenti di delusione e amarezza che possono arrivare alla depressione e persino al suicidio.

2/Anche le “promesse di marinaio” hanno vita breve perché inconsistenti. Sono pronunciate con leggerezza per rassicurare qualcuno della propria sincerità; si annullano da sole.

3/Agli alti livelli di Commissioni di governo, a volte, sono stipulati dei patti, degli accordi tra le nazioni che prevedono un protocollo d’intesa firmato dai contraenti. Succede però che, dopo un certo tempo, qualche firmatario “furbetto” infrange e non ottempera l’intesa prevista.

Con questa riflessione vogliamo quindi cercare di capire come Dio agisce sulla storia chiedendoci se i suoi decreti siano immutabili o contengano margini di speranza quando annuncia delle calamità o dei castighi.

I DECRETI DI DIO SONO IMMUTABILI?  Vogliamo parlare della sovranità di Dio sulla storia in rapporto ai suoi decreti. Le sue decisioni sono sempre rese note all’uomo prima che esse accadano. Quando non è Dio stesso a esporre direttamente all’interessato i suoi piani, i suoi decreti saranno rivelati indirettamente attraverso un profeta designato da lui, oppure mediante un suo servo fedele come lo fu Noè, di cui parleremo ancora più avanti. In altre circostanze preferisce comunicare per mezzo di un sogno per mostrare quello che accadrà nel futuro.

Chi meglio di Dio saprà governare l’Universo e prendere le giuste iniziative nel rapporto con le sue creature se non Egli stesso che le conosce, avendole chiamate all’esistenza? Dobbiamo quindi accettare che la volontà di Dio messa a effetto secondo il suo beneplacito, sia insindacabile, inappellabile. Che ci piaccia oppure no, Dio pratica la sua giustizia e i suoi giudizi sulla terra secondo i suoi pensieri e le sue vie che sono le migliori. A questo punto può sorgere la domanda: non è concesso a un uomo di aprire un dialogo di mediazione con Dio in modo che egli si senta mosso a cambiare la prospettiva dei suoi propositi? La Bibbia dice sì, ma a certe condizioni.

1. Dio e Abraamo. Conosciamo tutti la storia di Abraamo che intercede presso Dio, trattando a più riprese con lui un possibile punto di accordo per sventare la distruzione di Sodoma e Gomorra (Confr. Genesi 18:17-33). La mediazione di Abraamo fallì per la mancanza dei requisiti, cioè tra tutti gli abitanti non c’era un… CONTINUA

2. Il pentimento di Dio. Si deve chiarire un altro versetto per evitare fraintendimenti di sorta. Stiamo attenti al significato del “pentimento” di Dio riferito in Genesi 6:6, prima del diluvio. Infatti, lì si legge: “il Signore si pentì di avere creato l’uomo, e se ne addolorò in cuor suo”. In questo versetto si sta usando… CONTINUA

3. Dio e Daniele. Il sogno del re di Babilonia Nabucodonosor, al tempo del profeta Daniele quando questi fu condotto in cattività con altri suoi compagni, è la classica illustrazione come Dio proclama quello che dovrà avvenire nel futuro (Daniele 2). In questo sogno… CONTINUA

4. Dio e Giuseppe. Penso anche all’altro sogno del faraone di Egitto che vide sette vacche grasse e sette vacche magre da farlo svegliare, tanto queste ultime erano brutte. Dio, attraverso Giuseppe, figlio di Giacobbe, rivelava al re nel suo sogno eventi di carestia che sarebbero accaduti nei prossimi sette anni… CONTINUA

5. Dio e i profeti.  Le profezie divine si debbono credere pienamente perché Egli ha il potere e i mezzi per realizzarle come lui vuole. Con sua lungimiranza, la sua onniscienza, la sua intelligenza, il Creatore possiede una saggezza che nessun essere umano gli può competere. Lui stabilisce i tempi…

 Continuare la lettura sul PDF 

Download per scaricare il PDF di 6 pagine.

©Pierluigi Luisetti